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INCHIESTA

Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio, affermava Camus.
Condivido volentieri l’articolo e magari, se non vogliamo farlo pubblicamente, dopo aver letto con attenzione tutti i particolari della vicenda, riflettiamo sulla risposta che vorremmo dare.
Il contesto culturale e i valori che ci sostengono rappresentano lo zoccolo duro della nostra opinione ed a partire da questi diventa quasi superfluo riflettere oltre. Ma è davvero così tutto quieto, scontato e ovvio? Il mio invito diventa allora quello di rispondere ma di farlo solo dopo esserci concessi del tempo per osservare la questione da prospettive diverse, magari imparando a conoscere meglio il mondo delle malattie mentali e tutto ciò che ruota loro attorno. Parliamo con altri per allargare il nostro scenario di riferimento e non abbiamo timore di esporci anche a domande imbarazzanti su questioni spinose: non c’è niente che non ci riguardi e non ci chiami in causa in quanto esseri umani che calpestano tutti lo stesso suolo.

Finito e Infinito

Il caso narrato nell’articolo riprodotto di seguito invita ad una riflessione a cui solitamente si preferisce sfuggire:

Sarebbe giusto dare alla sofferenza psichica di una patologia psichiatrica “inguaribile” lo stesso peso di una insopportabile sofferenza dovuta ad una malattia fisica terminale, riconoscendo di conseguenza al malato psichiatrico grave lo stesso diritto a rifiutare la vita e a ricorrere all’eutanasia (dove essa è consentita) per togliersela?

Chiediamo a tutti i nostri lettori di dare una sintetica risposta a questa domanda allo scopo di colmare una lacuna della letteratura d’inchiesta: non esistono inchieste sul tema!

Sceglie il suicidio assistito in Svizzera. Il giudice: “Non possiamo fermarlo”

Milano, il pm aveva chiesto l’amministratore di sostegno per il malato psichiatrico.

(Corriere della Sera, Venerdi 24 Novembre 2017)

di Luigi Ferrarella

Ha titolo lo Stato, attraverso i suoi magistrati, per provare a fermare chi, affetto da una malattia psichiatrica cronica che gli rende intollerabile sofferenza…

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Perchè non sono Philip Slate

Qualcuno, l’altro giorno, mi ha detto di aver incrociato la consulenza filosofica in un romanzo di Yalom e di essersi quindi fatto un’idea di cosa sia. Il romanzo in questione è “La cura Schopenhauer” e, in sintesi, narra gli incontri di gruppo di uno psichiatra al quale partecipa un filosofo che dichiaratamente, nelle prime pagine,… Continue reading Perchè non sono Philip Slate